Quanto costa mantenere un'app: le voci annuali

Quanto costa mantenere un'app: manutenzione al 15-25% del costo di sviluppo l'anno, più hosting, store e servizi esterni. Le voci e come stimare il budget.

Sviluppo software9 min

Mantenere un'app costa ogni anno, nei nostri preventivi, indicativamente il 15-25% di quanto è costato svilupparla, più i costi di funzionamento: hosting e database da poche decine a qualche centinaio di euro al mese, l'iscrizione agli store di Apple e Google e i servizi esterni a consumo. Le funzioni nuove richieste dopo il lancio non rientrano in questa cifra e vanno messe a budget a parte. Per un'app costata 20.000 euro, quindi, la sola manutenzione vale fra 3.000 e 5.000 euro l'anno, a cui si somma il resto.

Se devi mettere a budget un'app nuova, o ne hai già una e vuoi capire quanto costa tenerla viva, qui trovi le voci una per una, cosa succede quando si salta la manutenzione e un metodo in sei passi per stimare la tua cifra annuale.

Perché un'app costa anche quando è finita

Un'app gira su telefoni il cui sistema operativo cambia ogni anno, viene distribuita attraverso store che aggiornano le proprie regole, usa librerie scritte da altri e parla con un server che va tenuto acceso, aggiornato e protetto. Anche se nessuno tocca il codice, tutto quello che le sta intorno si muove.

Per questo il costo di un'app non finisce al lancio. La teoria dei tipi di manutenzione, correttiva, evolutiva e preventiva, con i contratti e i livelli di servizio, è spiegata nella guida sulla manutenzione del software aziendale. Qui ci concentriamo sulle app e sulla domanda pratica: quali voci compaiono in un budget annuale, e da cosa dipende la loro cifra.

Le voci di costo annuali di un'app

Le cifre che seguono sono le stesse della guida su quanto costa sviluppare un'app. Dove una voce dipende da un fornitore esterno, indichiamo da cosa dipende invece di inventare una cifra.

VoceCosa copreOrdine di grandezza o da cosa dipende
Adeguamento alle nuove versioni di iOS e AndroidVerifiche e correzioni quando escono i nuovi sistemi operativi e cambiano i requisiti degli storeDentro la manutenzione: 15-25% del costo iniziale l'anno
Librerie e dipendenzeAggiornamento dei componenti di terzi usati nel codice, comprese le correzioni di sicurezzaDentro la manutenzione
Piccole correzioni e supportoDifetti segnalati dagli utenti, risposte alle domande, piccoli adeguamentiDentro la manutenzione
Monitoraggio errori e sicurezzaRaccolta automatica dei crash, controlli periodici, rinnovo dei certificatiDentro la manutenzione; lo strumento di monitoraggio ha spesso un piano gratuito sufficiente all'inizio
Server, hosting e databaseIl backend che conserva i dati e risponde all'app, con backupDa poche decine a qualche centinaio di euro al mese, secondo utenti e quantità di dati
Servizi esterniNotifiche, mappe, invio di email ed SMS, pagamentiA consumo: spesso gratis sotto soglie ampie, poi in base ai volumi; i pagamenti hanno commissioni sulle transazioni
StoreIscrizione al programma per sviluppatori di Apple e registrazione su Google PlayQuota annuale per Apple, quota una tantum per Google (vedi sotto)
EvoluzioniFunzioni nuove, modifiche a quelle esistenti, integrazioni aggiunteFuori dalla manutenzione: si stimano quando servono

Sugli store le cifre le fissano Apple e Google, non chi sviluppa. Il sito di Apple indica per l'Apple Developer Program una quota di iscrizione annuale di 99 dollari; la guida di Google Play Console indica una quota di registrazione forfettaria di 25 dollari, da pagare una volta sola. Sono cifre che possono cambiare e che vengono addebitate in valuta locale: prima di chiudere il budget controllale sulle pagine ufficiali.

Due osservazioni. La quota del 15-25% copre il lavoro che tiene l'app funzionante e sicura, non i costi che si pagano direttamente ai fornitori di server e servizi. I costi di funzionamento, invece, crescono con l'uso. Un'app interna usata da venti persone e un'app pubblica con migliaia di utenti possono avere lo stesso codice e bollette molto diverse.

Cosa succede se non la mantieni

Nelle prime settimane, di solito, niente: per questo la manutenzione è la prima voce che si prova a tagliare.

Il problema emerge dopo. Esce una nuova versione del sistema operativo e una funzione smette di comportarsi come prima. Uno store chiede di aggiornare l'app ai requisiti nuovi per continuare a distribuirla. Una libreria riceve una correzione di sicurezza che nessuno applica. Un servizio esterno cambia il modo in cui va chiamato e l'integrazione si interrompe. Il guaio è che questi eventi si accumulano.

Quando l'app torna in mano a qualcuno dopo un lungo periodo di fermo, gli aggiornamenti arretrati vanno affrontati tutti insieme, spesso con dipendenze che nel frattempo si sono incastrate fra loro. A quel punto il recupero non è più manutenzione ordinaria: è un progetto, con un preventivo proprio. Per questo, se il budget è stretto, conviene rinunciare alle evoluzioni per un periodo e tenere viva la manutenzione, non il contrario.

Come stimare il budget annuale della tua app

Se hai già il preventivo di sviluppo, o l'app esiste già, puoi arrivare a una cifra ragionevole con questi passi.

  1. Parti dal costo di sviluppo. Prendi la cifra spesa, o preventivata, per costruire l'app. Se l'app è cresciuta nel tempo, somma anche gli sviluppi successivi: la manutenzione si calcola su quello che c'è da mantenere.
  2. Applica la quota di manutenzione. Moltiplica per 0,15 e per 0,25: ottieni la forbice annuale. Stai verso l'alto se l'app ha molte integrazioni, pagamenti o funzioni in tempo reale, verso il basso se ha un perimetro stretto e pochi utenti.
  3. Aggiungi hosting e database. Chiedi a chi gestisce il server la spesa mensile attuale, o una stima per il numero di utenti che prevedi, e moltiplicala per dodici.
  4. Elenca i servizi esterni uno per uno. Notifiche, mappe, email, SMS, pagamenti: per ciascuno annota la soglia gratuita, il volume che prevedi e cosa succede quando la superi.
  5. Aggiungi gli store. La quota annuale di Apple e, se l'app è nuova, la registrazione una tantum su Google Play.
  6. Tieni a parte le evoluzioni. Scrivi le funzioni che pensi di chiedere nei prossimi dodici mesi e falle stimare come lavoro separato, così il budget di manutenzione resta leggibile.

Un esempio di fantasia: un'app per i tecnici di un'impresa di installazione con quaranta dipendenti, costata 20.000 euro. La manutenzione vale 3.000-5.000 euro l'anno; l'hosting, con pochi utenti, sta nella parte bassa della forbice mensile; le notifiche restano sotto la soglia gratuita; le mappe dipendono da quanti percorsi si calcolano al giorno. Il totale annuale si ricava sommando queste righe, non applicando una percentuale unica a tutto.

Se vuoi una stima fatta sulla tua app, con le voci separate come in questa tabella, puoi partire dalla pagina sullo sviluppo di app su misura e raccontarci cosa fa oggi e chi la usa.

Se l'app l'ha fatta un altro fornitore

Se chi ha sviluppato la tua app non la segue più, o non come vorresti, prima di chiedere un preventivo di manutenzione a qualcun altro, raccogli tre cose.

Il codice sorgente completo, non solo l'app installata o il pacchetto pubblicato sugli store. Serve il repository con la storia delle modifiche, se esiste, e la versione che corrisponde a quella in uso. Chi è titolare del codice dipende dal contratto: la guida sulla proprietà del codice nel software su misura spiega cosa controllare.

Gli accessi: server, database, account degli store, console dei servizi esterni, dominio e certificati. L'ideale è che gli account degli store siano intestati alla tua azienda; se sono intestati al fornitore, quello è il primo punto da sistemare, perché senza quegli account non si pubblica un aggiornamento.

La documentazione, anche scarsa: come si compila l'app, come si pubblica, quali servizi usa, dove stanno le credenziali.

Con questi elementi, chi subentra può fare una verifica iniziale dello stato dell'app e solo dopo stimare la manutenzione annuale. Una cifra data senza aver visto il codice è un'ipotesi, non una stima. Per il passaggio vedi la guida su come cambiare fornitore software.

Errori comuni nel budget di un'app

  1. Mettere a budget solo lo sviluppo. Il preventivo di sviluppo è la spesa del primo anno, non quella del ciclo di vita. Se la manutenzione non compare da nessuna parte, prima o poi arriva come urgenza.
  2. Mescolare manutenzione ed evoluzioni. Se nella stessa voce finiscono gli aggiornamenti e le funzioni nuove, a fine anno non si capisce se l'app è costata tanto perché era fragile o perché è cresciuta.
  3. Dimenticare i servizi a consumo. Notifiche, mappe e invii di SMS sono spesso gratis all'inizio. Quando l'app cresce, la soglia si supera senza che nessuno se ne accorga, finché non arriva la fattura.
  4. Lasciare gli account a nome di altri. Store, server e servizi intestati a un collaboratore o al fornitore rendono complicato anche un semplice aggiornamento quando quella persona non c'è più.
  5. Rimandare gli adeguamenti ai nuovi sistemi operativi. Ogni versione saltata allunga la successiva.

Chi siamo e come lavoriamo sulla manutenzione

Obly è un'agenzia di sviluppo software su misura che progetta e sviluppa web app, app per iOS e Android, gestionali e integrazioni fra i sistemi aziendali. Seguiamo le app anche dopo il lancio, sia quelle che abbiamo sviluppato noi sia quelle che ci arrivano da altri fornitori, partendo sempre da una verifica dello stato del codice e degli accessi.

Per capire quanto costerà mantenere la tua app bastano poche informazioni: cosa fa, chi la usa, quali servizi esterni chiama e dove gira oggi. Da lì si arriva a una forbice annuale con le voci separate. Se vuoi parlarne, trovi i dettagli nella pagina sullo sviluppo di app oppure puoi scriverci dalla pagina contatti.

Gli aspetti contrattuali citati qui, come la titolarità del codice e degli account, sono indicazioni generali: per il tuo caso confrontati con un consulente legale.

Domande frequenti

Nei nostri preventivi la manutenzione vale indicativamente il 15-25% del costo di sviluppo iniziale per ogni anno. A questa voce si aggiungono i costi di funzionamento: hosting e database, da poche decine a qualche centinaio di euro al mese, l'iscrizione agli store e i servizi esterni a consumo come notifiche, mappe ed email. Le funzioni nuove sono una voce separata, che si stima quando servono.

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