Quanto costa creare un'app nel 2026: da 4.000 a 70.000+ euro

Quanto costa creare o fare un'app nel 2026: le fasce di prezzo dei nostri preventivi, da 4.000 a oltre 70.000 euro, e cosa fa salire o scendere il costo.

A cura di Team Obly

Sviluppo software19 min

Creare un'applicazione aziendale costa da 4.000 a oltre 70.000 euro: sono i numeri dei preventivi che abbiamo fatto negli ultimi due anni, e la maggior parte dei progetti sta fra 6.000 e 25.000 euro. La cifra dipende quasi interamente da tre variabili: quante integrazioni servono, quanti tipi di utente esistono e se ci sono funzioni in tempo reale. Il numero di schermate, che è la prima cosa che tutti contano, incide molto meno di quanto si pensi.

Qui sotto trovi le fasce di prezzo con cosa comprende ciascuna, le voci che nei preventivi si scoprono spesso solo dopo, e il modo in cui un preventivo serio viene costruito.

CosaCostoTempi
Prototipo generato con strumenti AI, verificato prima di andare online2.000 - 5.000 €2-4 settimane
MVP focalizzato, iOS e Android4.000 - 12.000 €8-12 settimane
App aziendale completa, con backend e integrazioni12.000 - 30.000 €16-24 settimane
App complessa, pagamenti, integrazioni profonde30.000 - 70.000 €6-12 mesi
Manutenzione dopo il lancio15-25% del costo iniziale l'annoricorrente

Le quattro fasce di costo realistiche

Fascia 1: prototipo o MVP focalizzato

Range: 4.000 - 12.000 euro. Tempi tipici: 8-12 settimane.

Comprende 8-12 schermate principali, autenticazione utenti, una funzione principale ben fatta, un'integrazione esterna semplice, sviluppo cross-platform per iOS e Android, un backend minimo per utenti e dati di base, test essenziali e pubblicazione nei due store.

È la fascia giusta per chi vuole validare un'idea o digitalizzare un singolo processo specifico. Se stai valutando questa strada, la roadmap per lo sviluppo di un'app in una PMI spiega come arrivarci senza sprecare i primi due mesi.

Fascia 2: app aziendale completa

Range: 12.000 - 30.000 euro. Tempi tipici: 16-24 settimane.

Comprende 15-25 schermate, autenticazione con ruoli e permessi, più funzioni collegate tra loro, da due a quattro integrazioni esterne, un backend strutturato con API documentate, un pannello di amministrazione, test estesi, monitoraggio dopo il lancio e supporto per i primi mesi.

È la fascia delle aziende che lanciano un servizio digitale verso i propri clienti o che digitalizzano un'intera area operativa.

Fascia 3: app complesse o per organizzazioni strutturate

Range: 30.000 - 70.000 euro, oltre per piattaforme con più fronti (web, iOS e Android insieme). Tempi tipici: 6-12 mesi.

Comprende oltre 30 schermate, flussi di lavoro multi utente, pagamenti ricorrenti e fatturazione, integrazioni profonde con i sistemi gestionali già in azienda, eventuali componenti di automazione o AI, prestazioni pensate per migliaia di utenti simultanei e requisiti di conformità specifici del settore.

Fascia 4: progetti fuori scala

Range: oltre 100.000 euro. Sono casi molto specifici, come sanità, fintech regolamentato o logistica complessa, dove ogni progetto è a sé e una guida generale non aiuta.

Quanto costa un'applicazione secondo il tipo

La domanda "quanto costa un'app" cambia molto di risposta a seconda di cosa intendi per app. Queste sono le quattro richieste che ci arrivano più spesso.

Un'app gestionale per uso interno sta quasi sempre in fascia 1 o 2. Ha pochi utenti, non deve gestire pagamenti e non ha bisogno di grafica curata al millimetro, ma richiede attenzione sulle integrazioni con i sistemi già in uso. È il caso in cui vale la pena chiedersi se serva davvero un'app o se basti una web app: la differenza in tempi di sviluppo è spesso di settimane.

Un'app rivolta ai clienti finali con catalogo, account e pagamenti parte dalla fascia 2. Qui il costo non è nelle schermate ma nella gestione dei casi limite: carte rifiutate, ordini interrotti, rimborsi, account duplicati.

Una web app invece di un'app da store costa in genere meno a parità di funzioni, perché elimina la pubblicazione negli store, le due piattaforme e i cicli di revisione. In compenso rinuncia alle notifiche push native su alcune piattaforme e all'icona sul telefono, e per molti strumenti interni è una rinuncia che nessuno nota.

Un'app che parte da un prototipo già generato con strumenti di AI merita un discorso a parte. Il prototipo abbassa il costo iniziale in modo reale, ma sposta lavoro sulla verifica: prima di investire sul seguito serve un controllo su sicurezza, tenuta del codice e dati. È esattamente quello che copre la guida sui costi nascosti nel portare l'AI in produzione.

Quanto costa creare un'applicazione web o gestionale

Quando chi cerca "quanto costa creare un'applicazione" ha in mente un gestionale interno o una web app, e non un'icona da scaricare dallo store, il conto non cambia di fascia: cambiano le voci che lo compongono. Alcune spariscono del tutto, altre che in un'app per il pubblico sono marginali diventano la parte centrale del lavoro. Questa tabella mette a confronto le due strade a parità di funzioni, con gli stessi ordini di grandezza usati nel resto della guida.

Voce del preventivoApp da storeApplicazione web o gestionale
Iscrizione agli app storeCentinaia di euro all'annoNon c'è
Piattaforme da coprireiOS e Android, con il costo che ne derivaUna sola, il browser: vale il risparmio del 20-30% che si ottiene coprendo una piattaforma sola
Cicli di revisioneOgni versione va sottoposta e approvata prima di arrivare agli utentiSi pubblica quando la versione è pronta
Ruoli e permessiSpesso uno o due profiliVoce centrale: l'incremento tipico per accessi e ruoli è 600 - 2.000 euro
Importazione dei dati esistentiDi solito si parte da zeroQuasi sempre presente: anagrafiche, storico, allegati
Integrazioni con i sistemi già in usoUna o dueSpesso più di due, a 1.500 - 6.000 euro l'una
Formazione delle personeL'utente decide da sé se usarlaVa messa a piano: chi lavora ci passa la giornata
Hosting backend e databaseDa poche decine a centinaia di euro al meseStessa voce, sempre presente
Manutenzione15-25% del costo iniziale all'anno15-25% del costo iniziale all'anno

Il risultato è che un gestionale interno resta quasi sempre nelle prime due fasce, cioè fra 4.000 e 12.000 euro se copre un processo solo e fra 12.000 e 30.000 se copre un'area operativa intera con più ruoli e un pannello di amministrazione, ma la distribuzione della spesa dentro quella cifra è diversa da quella di un'app per il pubblico. Queste sono le cinque voci su cui si sposta il peso.

  1. Ruoli e permessi. In un'app rivolta ai clienti finali quasi tutti vedono le stesse schermate. In un'applicazione interna no: chi inserisce, chi approva, chi legge soltanto e chi amministra vedono cose diverse e possono fare cose diverse. Ogni profilo aggiuntivo porta con sé schermate, controlli e scenari di test, ed è il motivo per cui nell'elenco dei fattori il numero di tipi di utente pesa quanto pesa.
  2. Importazione dei dati esistenti. I dati ci sono già, e stanno in fogli di calcolo, in un vecchio programma o su carta. Portarli dentro non è un travaso: va deciso cosa sono i campi doppi, cosa fare delle righe incomplete e quale versione vince quando due fonti dicono cose diverse. È il lavoro che viene sottovalutato più spesso, perché nella richiesta iniziale occupa una riga sola.
  3. Integrazioni con i sistemi già in uso. Valgono 1.500 - 6.000 euro l'una come in qualsiasi altro progetto, ma qui sono quasi sempre di più: il gestionale interno vive in mezzo agli altri strumenti dell'azienda, non accanto a loro. Vanno contate una per una, con il nome del sistema e con la persona che ne possiede le credenziali.
  4. Accessi da postazioni diverse. Un'applicazione interna viene aperta dal computer dell'ufficio, dal portatile di chi è in trasferta e dal telefono di chi è in magazzino o in cantiere. Non è la stessa cosa che progettare per un solo schermo: le schermate che contano davvero vanno pensate per il formato più scomodo, ed è una scelta da fare prima, non dopo.
  5. Formazione delle persone. Un'app scaricata da uno store può permettersi di essere imparata per tentativi. Un'applicazione su cui dieci o cento persone lavorano tutti i giorni no: servono mezza giornata di avvio, istruzioni scritte e qualcuno che risponda alle domande nelle prime settimane. Nella tabella delle voci accessorie è il tempo del team interno, e va previsto a calendario come si prevede il resto.

Immagina un'azienda di trenta persone, di fantasia, che oggi gestisce le commesse con tre fogli di calcolo condivisi e una cartella di allegati. La sua applicazione non ha bisogno di notifiche push né di grafica curata al millimetro, ma ha bisogno che il responsabile veda una cosa e il tecnico un'altra, che lo storico delle commesse entri dentro senza perdere pezzi e che il gestionale della fatturazione continui a ricevere i dati come li riceve adesso. Sono tre voci che nella tabella pesano, e sono esattamente quelle da mettere per iscritto prima di chiedere un preventivo.

Se è questo il tuo caso, la strada più corta per avere una cifra attendibile è raccontare il processo, non la lista di schermate: quali ruoli esistono, dove stanno oggi i dati e con quali sistemi l'applicazione deve parlare. Da lì si arriva a una fascia in una call di analisi. Puoi partire dalla pagina sviluppo software su misura se quello che hai in mente è un gestionale o una web app, oppure da sviluppo app se serve anche la versione da store, e chiedere un preventivo per il tuo progetto.

Le voci che spesso non entrano nel preventivo

Molti confronti tra preventivi si rompono perché mettono a fianco cifre che coprono perimetri diversi. Queste sono le voci da verificare esplicitamente in ogni offerta che ricevi.

VoceCosto orientativoQuando serve
Iscrizione agli app storeCentinaia di euro all'annoSempre, per app da store
Hosting backend e databaseDa poche decine a centinaia di euro al meseSempre
Notifiche pushSpesso gratis sotto soglie ampie, poi a consumoSe ci sono notifiche
Monitoraggio erroriPiano gratuito sufficiente all'inizioSempre
Analisi di utilizzoSpesso gratuitoSempre
Assistenza agli utentiTempo del team internoSempre
Manutenzione15-25% del costo iniziale all'annoSempre
Aggiornamenti maggiori di sistema operativoVariabileOgni 1-2 anni
Lancio e promozioneVariabileSe vuoi utenti

Un preventivo che copre solo lo sviluppo e uno che copre sviluppo, lancio e sei mesi di manutenzione non sono confrontabili. Il secondo appare più alto e spesso è il più conveniente sull'arco dei due anni, perché la manutenzione del software aziendale è una voce che arriva comunque.

I fattori che muovono davvero il prezzo

  1. Numero di integrazioni esterne. Ogni integrazione è un mini progetto: lettura della documentazione, gestione degli errori, test, adeguamento quando il servizio esterno cambia. Quattro integrazioni costano più di quattro volte una.
  2. Funzioni in tempo reale. Chat, notifiche live e posizione aggiornata in continuo triplicano la complessità, perché richiedono infrastruttura dedicata e gestione delle disconnessioni.
  3. Pagamenti. Conformità, sicurezza, rimborsi, abbonamenti scaduti, carte rifiutate: anche un'integrazione considerata semplice porta via molte ore di test.
  4. Numero di tipi di utente. Ogni ruolo aggiuntivo significa schermate, permessi e scenari di test in più.
  5. Piattaforme da coprire. Cross-platform è la scelta più economica; due app native separate raddoppiano; aggiungere una versione web porta via un altro 30-50%. Lanciare su una sola piattaforma fa risparmiare il 20-30%, ma ha senso solo se sai già che i tuoi utenti sono tutti da una parte.
  6. Backend su misura o pronto. Per casi semplici esistono backend pronti che riducono molto costi e tempi; per logiche articolate o requisiti stringenti sui dati serve un backend costruito apposta.
  7. Numero di schermate uniche. Incide, ma meno di quanto si creda: contano le schermate davvero diverse tra loro, non le varianti della stessa.

Quanto costa ogni singola funzione

Le fasce di prezzo viste sopra servono a capire in che ordine di grandezza ti stai muovendo, ma un preventivo vero non nasce da una fascia: si compone per blocchi, una funzione alla volta. Qui sotto trovi gli incrementi che ricorrono più spesso nei preventivi che facciamo, per le funzioni che ci vengono chieste di più. Sono incrementi sul costo base del progetto, cioè quello che si aggiunge a impianto, backend minimo, design e pubblicazione, e non prezzi a sé stanti: nessuna di queste righe, da sola, è un'app.

FunzioneIncremento tipicoCosa lo fa salire
Registrazione e accesso utenti600 - 2.000 €Recupero password, accesso con account esterni, verifica del numero di telefono, più ruoli con permessi diversi
Notifiche push500 - 1.800 €Destinatari da segmentare, invii programmati, gestione dei consensi, comportamenti diversi fra le piattaforme
Chat o messaggistica interna2.500 - 8.000 €Consegna in tempo reale, allegati, stato di lettura, storico da conservare, segnalazione dei contenuti
Pagamenti in app2.000 - 6.000 €Abbonamenti ricorrenti, rimborsi, carte rifiutate, documenti fiscali, test dei casi limite
Mappe e geolocalizzazione1.000 - 4.000 €Posizione aggiornata in continuo, calcolo dei percorsi, consumo della batteria, zone senza copertura
Area amministrativa web per gestire i contenuti1.500 - 6.000 €Numero di tipi di dato da gestire, ruoli redazionali, statistiche, esportazioni
Funzionamento offline con sincronizzazione2.500 - 8.000 €Modifiche fatte da più persone sullo stesso dato, quantità di dati da tenere sul dispositivo, risoluzione dei conflitti
Integrazione con un gestionale o un sistema già in uso1.500 - 6.000 € per integrazioneDocumentazione assente o vecchia, nessun ambiente di prova, dati da riconciliare, limiti sul numero di chiamate
Caricamento e gestione di file o foto800 - 3.000 €Dimensione dei file, compressione e anteprime, documenti da conservare nel tempo, controlli su cosa viene caricato

Sommare i massimi di tutte le righe non produce un preventivo reale, e nemmeno sommare i minimi. Le funzioni condividono una parte consistente di lavoro di base: l'impianto del progetto, il backend, la gestione degli errori, il sistema dei componenti grafici e l'impalcatura dei test si fanno una volta sola e poi servono a tutte. Nella pratica la seconda funzione di una lista costa meno della prima, e la sesta costa meno della seconda. È il motivo per cui un'app con dieci funzioni non costa dieci volte un'app con una funzione sola, ed è anche il motivo per cui chiedere il prezzo di una singola voce fuori dal contesto del progetto porta quasi sempre a una risposta sbagliata.

Come far rientrare il preventivo nel budget

Quando il preventivo esce sopra la cifra che avevi in mente, le strade sono due: ridurre il perimetro o ridurre la qualità. La prima funziona, la seconda si ripaga con gli interessi qualche mese dopo. Queste sono le mosse che proponiamo più spesso per riportare un progetto dentro il budget senza rovinarlo, in ordine di quanto pesano sulla cifra finale.

  1. Riduci i tipi di utente della prima versione. Ogni ruolo in più porta con sé schermate, permessi e scenari di test. Un'app che parte con un profilo solo e aggiunge il secondo dopo qualche mese di uso reale costa meno, e quasi sempre arriva a un secondo profilo più sensato di quello immaginato al tavolo.
  2. Rimanda le integrazioni alla seconda release. È la leva singola più efficace, perché ogni integrazione è un mini progetto con tempi propri. Se i dati da spostare sono pochi, un'esportazione periodica fatta a mano regge benissimo i primi mesi e ti dice anche quali campi servivano davvero.
  3. Parti da una piattaforma sola. Guarda da dove arrivano oggi i tuoi utenti prima di decidere. Coprire iOS, Android e web insieme fin dalla prima versione è la scelta che fa crescere di più il preventivo, ed è quasi sempre prematura finché non sai chi userà davvero l'app.
  4. Sostituisci una funzione su misura con un flusso manuale finché i numeri non la giustificano. Se le pratiche da approvare sono cinque al giorno, una persona che le guarda in un elenco fa lo stesso lavoro di un motore di regole da qualche migliaio di euro. Quando diventano cinquanta al giorno quella funzione si ripaga, e la costruisci con requisiti molto più chiari di adesso.
  5. Rinuncia al tempo reale nella prima versione. Chat, posizione aggiornata in continuo e notifiche istantanee richiedono infrastruttura dedicata e gestione delle disconnessioni. Spesso un aggiornamento ogni pochi minuti, o una notifica inviata quando succede qualcosa di preciso, copre il bisogno vero a una frazione del costo.
  6. Taglia le schermate di configurazione. Le impostazioni che nessuno cambierà mai sono lavoro certo per un beneficio ipotetico: decidi tu il valore giusto, scrivilo nel codice e rendilo modificabile solo quando qualcuno lo chiede davvero.

Se dopo tutti questi tagli il numero resta comunque lontano dal budget, la risposta onesta è aspettare. Un'app fatta con metà dei soldi che servono non è metà app: è un progetto che si ferma a due terzi, senza test e senza nessuno che lo mantenga, e quello che hai speso non torna indietro. Dirlo prima di iniziare è la cosa più utile che si possa fare: preferiamo scoraggiare un progetto che non sta in piedi piuttosto che avviarlo e vederlo fermarsi dopo sei mesi.

Come si costruisce un preventivo serio

Si parte dal problema, non dalla lista di funzioni. Una richiesta formulata come "voglio un'app con queste venti cose" produce un preventivo alto e fragile; una formulata come "i tecnici perdono un'ora al giorno a compilare rapportini" produce un perimetro molto più stretto.

Si separa quello che serve al lancio da quello che può aspettare. In quasi tutti i progetti metà delle funzioni richieste all'inizio può uscire nella seconda versione, e questa separazione è la leva più efficace sul costo.

Si contano le integrazioni una per una, con il nome del sistema e chi ne possiede le credenziali. È il punto in cui i preventivi si allontanano di più dalla realtà, perché un'integrazione dichiarata disponibile e una davvero documentata sono cose diverse.

Si stabilisce come si paga. Il modello più equilibrato è a milestone, con tre o cinque tranche legate a passaggi verificabili: avvio, design approvato, versione funzionante, beta, lancio. Il pagamento anticipato totale ha senso solo su progetti molto piccoli, mentre il canone mensile si adatta ai progetti lunghi senza una fine netta.

Una prima fascia di costo attendibile si ottiene in una call di trenta minuti; un preventivo dettagliato richiede in genere una o due settimane, perché comporta la verifica delle integrazioni. Se vuoi capire come si articolano le fasi successive, il processo di sviluppo software le mette in fila.

Errori che fanno crescere il costo a posteriori

  1. Cambi di perimetro durante lo sviluppo. Ogni aggiunta sembra piccola e raramente lo è.
  2. Decisioni rimandate. Rinviare la scelta su pagamenti o ruoli utente significa quasi sempre riscrivere del lavoro già fatto.
  3. Nessun referente unico. Se ogni scelta richiede una riunione, il progetto rallenta e il costo cresce con il tempo che passa.
  4. Test concentrati alla fine. Un problema trovato in chiusura costa molte volte più dello stesso problema trovato subito.
  5. Lancio senza monitoraggio. Scoprire che l'app è rotta perché lo dice un utente è la strada più cara per accorgersene.

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In sintesi

Creare un'applicazione può costare 4.000 euro o 70.000, e la differenza non sta nella qualità ma nella complessità reale del problema da risolvere. Il consiglio più utile resta lo stesso: parti piccolo, valida con utenti veri, espandi dopo. Un MVP in fascia 1 o 2 ti dice molto più di un progetto grande avviato senza certezze.

Quando arriva il momento del preventivo, confrontane due o tre e guarda cosa comprendono, come sono strutturati e chi è responsabile di cosa, non solo la cifra finale. Se uno di quei preventivi vuoi chiederlo a noi, il punto di partenza è la pagina sviluppo software su misura: racconta come lavoriamo e da dove si comincia.

Domande frequenti

Per un MVP focalizzato, una decina di schermate, autenticazione utenti e una funzione principale ben fatta, nei nostri preventivi si parte da circa 4.000 euro e si resta sotto i 12.000. Sotto i 4.000 l'app esiste, ma quasi sempre con scorciatoie che si pagano dopo: niente test, sicurezza non verificata, codice difficile da mantenere.

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