CRM per commercialisti: cosa deve fare e come scegliere

Che cosa deve fare un CRM in uno studio di commercialisti e come si sceglie: anagrafica unica dello studio, scadenze degli incarichi, canali e permessi.

Sviluppo software9 min

Un CRM per uno studio di commercialisti tiene in ordine la relazione con i clienti, non la loro contabilità: anagrafica unica dello studio, storico completo delle comunicazioni, scadenze e rinnovi degli incarichi, la traccia di chi segue chi. Non prende il posto del software contabile, gli sta accanto e si collega, così l'elenco dei clienti non vive in due archivi che divergono. Il criterio che decide la scelta è uno: quanto bene lo strumento si integra con il gestionale che usi già.

Se oggi i tuoi clienti stanno divisi fra l'anagrafica del software contabile, un foglio delle scadenze e la posta di ognuno, qui trovi che cosa chiedere a uno strumento del genere e come arrivare a una scelta in poche settimane, senza toccare il sistema con cui fai bilanci e dichiarazioni.

Che cosa deve saper fare un CRM in uno studio professionale

La differenza fra uno strumento che resta in uso e uno abbandonato sta in poche cose adatte a uno studio. Un CRM generico ragiona per trattative da chiudere; uno studio ragiona per clienti che restano anni, con incarichi che si rinnovano e richieste che arrivano quando capita.

Cosa ti serveChe problema risolveCome te ne accorgi se manca
Anagrafica unica dello studio, distinta da quella fiscaleTiene referenti, contatti e note che nel gestionale non trovano postoChiedi l'elenco dei clienti attivi e ricevi tre elenchi diversi
Storico completo delle comunicazioniChiunque capisce in un minuto cosa è stato detto e promessoQuando un collega è in ferie, al cliente si risponde "ti faccio sapere"
Scadenze e rinnovi degli incarichiEvita che un incarico si prolunghi senza rileggere condizioni e compensoI rinnovi si ricordano dopo che il lavoro è già stato fatto
Cliente assegnato a un professionistaOgni cliente ha un riferimento dichiarato, anche quando risponde un altroChi chiama viene passato da due persone prima di trovare la terza
Tracciamento delle richieste in arrivoOgni richiesta diventa un'attività con un responsabile, da qualunque canale arriviUn messaggio del sabato resta in un telefono e riemerge dieci giorni dopo
Preventivi e lettere di incarico collegati al clienteSi vede cosa è stato proposto, a quali condizioni e in quale versionePer saperlo si cerca in una cartella o nella posta inviata
Permessi per persona, sui clienti e sui dati economiciOgnuno vede quello che gli serve, non tuttoI compensi di ogni cliente sono visibili a tutti, praticanti compresi

Nota il filo che unisce le righe: nessuna riguarda il calcolo di qualcosa, tutte riguardano la memoria dello studio e come si distribuisce fra le persone. È il motivo per cui il foglio di calcolo cede oltre le quattro o cinque persone.

Come scegliere un CRM per lo studio, passo per passo

  1. Conta quanti canali usano i clienti per scriverti. In una settimana qualsiasi segna da dove arrivano le richieste: posta di ogni professionista, telefono, messaggistica, portale del gestionale, chi passa in studio. Ottieni un numero, di solito fra quattro e sei: è la misura del disordine da riportare in un posto unico.
  2. Scrivi l'elenco dei servizi ricorrenti e la data in cui si rinnovano. Tenuta contabile, dichiarazioni, bilanci, consulenze a canone, adempimenti una tantum: per ciascuno segna cliente, compenso concordato e mese di rinnovo. Alla fine hai il calendario dello studio, l'informazione che il CRM deve custodire meglio del foglio attuale.
  3. Chiedi come si leggono e si scrivono i dati del software contabile che già usi. È il passo decisivo: due anagrafiche che non si parlano sono il modo più rapido di abbandonare un CRM dopo tre mesi, perché ogni cliente nuovo va inserito due volte e presto nessuno lo fa. Chiedi se esiste un modo documentato per esportare e aggiornare i dati anagrafici, e fatti dare la risposta per iscritto. Il risultato è una riga netta: l'integrazione è pronta, richiede uno sviluppo, oppure non è possibile.
  4. Decidi chi comanda su ciascun dato. I dati fiscali restano di competenza del gestionale, quelli di relazione del CRM, e il codice del cliente fa da ponte. Scrivi la divisione su mezza pagina prima di caricare qualsiasi cosa: è ciò che impedisce ai due archivi di divergere senza che nessuno se ne accorga.
  5. Definisci i permessi prima della migrazione, non dopo. Elenca i profili reali dello studio (socio, professionista, collaboratore, praticante, segreteria) e per ciascuno che cosa deve vedere: tutti i clienti o solo i propri, i compensi o no, i documenti o solo le comunicazioni. Ottieni una tabella breve, il tuo banco di prova nelle dimostrazioni.
  6. Prova due o tre strumenti sugli stessi casi veri. Non sulla presentazione del fornitore: su dieci clienti tuoi, compresi i due più complicati, e sui profili di permessi che hai elencato. Al termine sai quale strumento regge il tuo modo di lavorare.
  7. Verifica come si esce prima di entrare. Chiedi in quale formato escono tutti i dati, comunicazioni e allegati compresi, e fai fare un'esportazione di prova durante la valutazione. È la domanda che si dimentica e che pesa il giorno in cui vorrai cambiare.

I passi 1 e 2 sono lavoro tuo: se li salti, qualsiasi dimostrazione diventa inutile.

I dati dei clienti, che sono dati di terzi

Uno studio non tratta solo i propri dati: tratta quelli dei clienti e, dentro quelli, informazioni su dipendenti e fornitori. Questo cambia il peso di voci che altrove si rimandano.

I permessi per professionista non sono un dettaglio di comodità. Se ogni persona vede tutti i clienti e tutti i compensi, un errore o un accesso non necessario riguarda l'intero archivio dello studio. Uno strumento adatto limita la visibilità per cliente, per gruppo o per tipo di dato, e la cambia quando qualcuno entra o esce.

La traccia di chi ha fatto cosa serve a te, prima che a chiunque altro. Sapere chi ha aperto una scheda e chi ha modificato un dato ti permette di rispondere al cliente senza ricostruzioni a memoria.

La conservazione delle comunicazioni va decisa, non subita. Se nel CRM vive la corrispondenza con i clienti, devi sapere per quanto tempo resta, chi può cancellarla, dove stanno le copie di sicurezza e che cosa accade quando un incarico termina. Vale anche la domanda su dove sono ospitati i dati e quali fornitori terzi sono coinvolti.

La fonte ufficiale su questi temi è il Garante per la protezione dei dati personali. Queste sono indicazioni generali: per il tuo caso specifico confrontati con il tuo consulente privacy, che conosce i trattamenti reali del tuo studio.

A pacchetto o su misura, nel caso di uno studio

Per la maggior parte degli studi la risposta è uno strumento pronto, per un motivo preciso: visto dal lato della relazione, il processo di uno studio assomiglia a quello di molti altri. Clienti che restano, servizi ricorrenti con un calendario, richieste da più canali, un professionista di riferimento. Un prodotto già fatto copre questa materia e si attiva in poco tempo.

Lo sviluppo su misura ha senso quando lo studio ha costruito qualcosa di proprio intorno al servizio, e quel qualcosa è il motivo per cui i clienti lo scelgono. Due casi tipici. Il primo è lo studio che segue un settore specifico con un flusso di pratiche tutto suo, con stati e controlli che nessuno strumento generico prevede; il secondo è lo studio che offre ai clienti un portale per caricare documenti e seguire l'avanzamento. Anche allora la strada più prudente è mista: prodotto pronto per anagrafica, comunicazioni e scadenze, sviluppo su misura solo sulla parte particolare, a condizione che lo strumento permetta di leggere e scrivere i dati dall'esterno.

Per trasparenza: Flusia, il CRM italiano che sviluppiamo in Obly, è un prodotto pronto per PMI e studi professionali (flusia.it). Quando il processo rientra nello standard consigliamo il prodotto; quando la parte particolare è il cuore del servizio, lo sviluppo su misura resta la risposta corretta.

Errori comuni

Trasformare il CRM in una seconda anagrafica fiscale. Il campo c'è, lo compilo, e dopo sei mesi hai due elenchi che si contraddicono. Rimedio: la divisione di competenze del passo 4, scritta e rispettata, con i dati fiscali che si leggono dal gestionale e non si ridigitano.

Caricare dieci anni di archivio senza pulirlo. Se porti dentro clienti chiusi, doppioni e contatti di persone che hanno cambiato studio, le liste nascono inaffidabili e nessuno si fida più. Rimedio: carica i clienti con un incarico attivo negli ultimi due anni, sistema prima i duplicati, lascia il resto in un archivio separato.

Far partire lo strumento senza che i soci lo usino. Se il titolare tiene le sue cose nella propria posta, il CRM diventa il posto dove scrivono solo i collaboratori, cioè un doppio lavoro. Rimedio: per le prime settimane una regola sola e verificabile, per esempio che ogni richiesta venga registrata, applicata per primi dai soci.

Quanto tempo serve e qual è il passo successivo

In uno studio da tre a venti persone servono di solito tre o quattro settimane per una scelta motivata: una per censire canali, servizi ricorrenti e scadenze, una o due per le dimostrazioni sui casi veri e la verifica dell'integrazione con il gestionale, qualche giorno per i permessi. L'avvio conviene farlo per gradi, da un gruppo di clienti o da un professionista: è lì che scopri i casi che nessuna analisi aveva previsto.

Il passo successivo è il più semplice dei sette: prendi il foglio delle scadenze e aggiungi due colonne, il professionista che segue il cliente e il canale da cui scrive di solito. Compilalo per una settimana: è già il documento con cui affronti qualsiasi fornitore senza farti raccontare la sua versione del tuo studio.

Domande frequenti

No. Il software contabile tiene registri, dichiarazioni e adempimenti, e resta dov'è. Il CRM tiene la relazione: chi segue il cliente, che cosa gli è stato promesso, quali incarichi sono attivi e quando scadono, da quali canali arrivano le richieste. I due sistemi devono parlarsi sull'anagrafica, ma fanno lavori diversi e nessuno dei due fa bene quello dell'altro.

Il prossimo passo non impegna

Mezz'ora di call per capire se possiamo esserti utili. Decidi tu dopo.

Prenota la call