Per gestire i cookie in WordPress ti serve un banner che blocchi i tracker prima del consenso, che offra accetta, rifiuta e personalizza con lo stesso rilievo grafico, e che salvi ogni scelta in un registro delle preferenze consultabile. Il registro è la parte che quasi tutti saltano: è l'archivio che associa a ogni visita la data, la scelta fatta e la versione dell'informativa mostrata. Si attiva dal pannello del servizio che gestisce il banner e la configurazione completa richiede in genere meno di un'ora.
Se hai il sospetto che il banner del tuo sito sia decorativo, cioè che compaia ma non fermi niente, questa guida ti porta a una configurazione verificata passo per passo e a un modo concreto per dimostrare i consensi raccolti.
Cosa serve prima di iniziare
Quattro cose sul tavolo, prima di toccare qualsiasi impostazione.
- Accesso amministratore a WordPress, quello che ti permette di installare plugin dalla voce Plugin, Aggiungi nuovo.
- L'elenco degli strumenti di terze parti attivi sul sito: statistiche, pixel pubblicitari, mappe, video incorporati, chat, font remoti. Se non lo hai, lo ricavi in cinque minuti con il metodo descritto più avanti.
- Un account sul servizio che gestisce il banner, perché la parte legale e il registro dei consensi vivono quasi sempre in un pannello online, non dentro WordPress.
- Accesso al gestore dei tag, se il sito usa Google Tag Manager per caricare le statistiche e le campagne.
Annota anche chi, in azienda, firma i testi dell'informativa: il banner è la parte tecnica di un documento che resta di competenza di chi segue la privacy.
Come funziona davvero un banner conforme
Le indicazioni del Garante privacy e le linee guida europee convergono su tre comportamenti concreti, che puoi verificare da solo sul tuo sito.
- Blocco preventivo: prima che il visitatore scelga, il sito non carica script di profilazione né risorse di terze parti. Restano attivi solo i cookie tecnici, come sessione, lingua e carrello.
- Scelta granulare con pari rilievo: accetta, rifiuta e personalizza devono avere la stessa dimensione e lo stesso stile. Un rifiuto nascosto in un link grigio è la contestazione più facile da muovere a un sito.
- Prova del consenso: ogni scelta va registrata in modo ricostruibile. È questa la funzione del registro delle preferenze.
A queste si aggiunge la revoca: un link sempre raggiungibile, in genere nel footer, che riapre il pannello delle preferenze.
| Requisito | Dove si configura | Come lo verifichi |
|---|---|---|
| Blocco preventivo | Impostazioni del plugin, voce prior blocking | Scheda Network del browser in finestra anonima |
| Pulsanti con pari rilievo | Editor grafico del banner | Guardi il banner su mobile e desktop |
| Registro delle preferenze | Pannello online del servizio | Apri il registro e cerchi la tua prova |
| Revoca | Link o widget nel footer | Clicchi e cambi una categoria |
| Informativa aggiornata | Documento collegato al banner | Confronti l'elenco con i tracker reali |
Come censire i tracker del tuo sito in cinque minuti
Apri il sito in una finestra anonima del browser. Premi F12 per aprire gli strumenti per sviluppatori e vai sulla scheda Network. Ricarica la pagina senza toccare il banner.
Ordina le chiamate per dominio. Ti interessano quelle che escono dal tuo: servizi di statistica, pixel pubblicitari, piattaforme video, font remoti. Ogni dominio esterno che compare prima del consenso è un punto da sistemare.
Ripeti la prova su tre pagine diverse, tipicamente home, una scheda di contenuto e la pagina contatti, perché i moduli e le mappe compaiono solo in alcune sezioni. A questo punto hai l'elenco che ti serviva per configurare il banner e per scrivere l'informativa.
Come configurare il banner passo per passo
I servizi più diffusi sui siti italiani sono tre e la procedura, nella sostanza, è la stessa.
| Servizio | Registro consensi | Nota pratica |
|---|---|---|
| Iubenda | Sezione Consent Database | Genera anche i testi dell'informativa |
| CookieYes | Scheda Consent Log | Ha un piano gratuito con limiti di volume |
| Complianz | Sezione statistiche del plugin | Configurazione guidata dentro WordPress |
Installa il plugin del servizio scelto da Plugin, Aggiungi nuovo, cercandolo per nome, poi premi Installa e Attiva. Al termine trovi una nuova voce nel menu laterale della bacheca.
Collega l'account inserendo la chiave API. La chiave sta nel pannello online del servizio, nella sezione delle impostazioni del sito. Dopo il salvataggio il plugin mostra il nome del sito collegato: se resta vuoto, la chiave è di un altro progetto.
Attiva il blocco preventivo. Nelle impostazioni del plugin cerca la voce indicata come blocco preventivo o prior blocking e mettila su attiva. È l'interruttore che impedisce agli script di partire prima della scelta.
Configura i pulsanti del banner dal pannello online: accetta tutto, rifiuta tutto e personalizza, tutti e tre visibili al primo colpo d'occhio e con lo stesso stile. Imposta la lingua italiana e, se il sito è multilingua, aggiungi le altre.
Attiva il registro delle preferenze. È la voce chiamata registro dei consensi o consent log. Una volta accesa, ogni scelta viene archiviata con data, categorie e versione dell'informativa. Da lì puoi esportare il registro in CSV quando serve.
Aggiungi il link di revoca nel footer. Da Aspetto, Widget oppure Aspetto, Menu, inserisci la voce che riapre il pannello delle preferenze. Il servizio ti fornisce lo shortcode o il codice da incollare.
A questo punto ricarichi il sito in finestra anonima e il banner compare, con i tre pulsanti allineati e nessuna chiamata esterna nella scheda Network.
Variante: sito che usa Google Tag Manager
Se le statistiche e le campagne passano dal gestore dei tag, il banner da solo non basta: i tag partono al caricamento della pagina, indipendentemente da quello che l'utente clicca.
Abilita nel plugin l'integrazione con il consenso di Google, la voce che nei pannelli compare come Consent Mode. Serve a comunicare ai tag Google lo stato del consenso invece di lasciarli liberi.
In Google Tag Manager, imposta i tag perché aspettino il consenso, usando le impostazioni aggiuntive di consenso disponibili su ogni tag. Poi pubblica il contenitore: le modifiche in anteprima non valgono per i visitatori.
Collauda con l'anteprima del gestore dei tag: al primo caricamento nessun tag di statistica o pubblicità deve risultare attivo, dopo l'accettazione devono comparire, dopo la revoca devono sparire di nuovo. Se ti interessa capire quali numeri restano leggibili dopo il consenso negato, il tema è trattato nella guida sui KPI del marketing digitale, e lo stesso ragionamento vale per la misurazione delle campagne pubblicitarie aziendali.
Variante: negozio WooCommerce
Su un negozio la distinzione tra cookie tecnici e cookie di profilazione diventa più concreta. Carrello, sessione e checkout sono tecnici e restano attivi sempre. I pixel pubblicitari, il remarketing e le statistiche di comportamento richiedono invece la scelta del visitatore.
Escludi dal blocco i cookie del carrello nelle impostazioni avanzate del plugin, dove esiste una lista di eccezioni. Bloccarli per errore svuota il carrello a ogni caricamento ed è il problema che vediamo più spesso.
Tieni distinto il consenso ai cookie da quello per le comunicazioni commerciali. Sono trattamenti diversi: il secondo si raccoglie nel modulo, con una casella dedicata e non precompilata. Se stai già mettendo mano ai campi del checkout, il metodo è nella guida su come personalizzare i campi del checkout.
Errori comuni
- Il banner compare ma i tracker partono lo stesso. Succede quando il blocco preventivo resta disattivato o quando gli script sono incollati a mano nel tema. Rimedio: attiva il blocco preventivo e sposta gli script dentro il gestore dei tag, dove il consenso li governa.
- Il registro delle preferenze non registra niente. Quasi sempre la funzione è spenta oppure il sito è collegato a un progetto diverso da quello che stai guardando. Rimedio: controlla il nome del sito nel pannello, poi fai una prova reale accettando dalla finestra anonima e cerca la riga corrispondente.
- L'informativa elenca strumenti che non usi più. Capita dopo un restyling o dopo aver cambiato hosting, per esempio a valle di una migrazione del sito. Rimedio: rifai il censimento dei tracker e riallinea il documento, così il banner dice la verità su cosa fa il sito.
Quanto tempo serve e cosa fare dopo
Su un sito vetrina con pochi strumenti attivi la configurazione completa richiede circa quarantacinque minuti, più il tempo di scrivere o far scrivere l'informativa. Su un negozio con campagne attive è ragionevole prevedere due o tre ore, gran parte delle quali sul collaudo dei tag.
Il passo successivo naturale è mettere ordine nel resto del trattamento dei dati, dai moduli di contatto agli strumenti che elaborano informazioni personali: il quadro europeo è riassunto nella guida su privacy e AI in azienda. Da lì rivedi ogni trimestre l'elenco dei tracker, perché ogni widget aggiunto al sito cambia la fotografia.
Queste sono indicazioni generali di carattere tecnico. Per il testo dell'informativa, i tempi di conservazione e le scelte che riguardano il tuo caso specifico, confrontati con il tuo consulente privacy e verifica le indicazioni pubblicate dal Garante per la protezione dei dati personali.
Domande frequenti
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