Vendere prodotti digitali con WooCommerce: guida pratica

Come configurare prodotti scaricabili in WooCommerce: file protetti, limiti di download, IVA sui servizi digitali, consegna via email e diritto di recesso.

WooCommerce8 min

In WooCommerce un prodotto digitale è un normale prodotto semplice con le caselle Virtuale e Scaricabile attivate: carichi il file, imposti quante volte può essere scaricato e per quanti giorni resta valido il link, e il cliente lo riceve nell'email di conferma dell'ordine. La configurazione base richiede pochi minuti.

Le parti che fanno davvero la differenza sono altre due: dove tieni fisicamente i file, perché la cartella sbagliata li rende scaricabili da chiunque, e l'IVA, perché sui servizi digitali venduti a privati europei si applica l'aliquota del paese del cliente e non quella italiana.

Virtuale e Scaricabile: due caselle, due significati

Sono la fonte di confusione più comune, perché sembrano sinonimi e non lo sono.

CasellaCosa faQuando serve
VirtualeRimuove peso, dimensioni e calcolo spedizioneServizi, consulenze, abbonamenti senza consegna fisica
ScaricabileAggiunge i campi per allegare file e generare link di downloadQualsiasi prodotto che consegna un file
EntrambeNessuna spedizione e consegna via fileEbook, template, corsi registrati, licenze
Solo ScaricabileIl prodotto resta spedibile ma include anche fileProdotto fisico con manuale o bonus digitale

La conseguenza pratica più utile riguarda gli stati dell'ordine. Quando un ordine contiene solo prodotti virtuali e scaricabili, WooCommerce lo porta direttamente a "Completato" appena il pagamento risulta riuscito, senza fermarsi su "In elaborazione". È il comportamento corretto per un negozio digitale: non c'è nulla da preparare, quindi non c'è motivo di tenere l'ordine in coda.

Se invece l'ordine contiene anche un prodotto fisico, lo stato resta "In elaborazione" fino alla spedizione. In quel caso, se vuoi che il cliente scarichi subito la parte digitale senza aspettare, devi attivare l'opzione che concede l'accesso al download già dopo il pagamento, in Impostazioni, Prodotti, Prodotti scaricabili.

Creare il prodotto passo per passo

La procedura è la stessa di un prodotto semplice, con tre campi in più.

  1. Crea il prodotto e scegli il tipo "Prodotto semplice" nel riquadro Dati prodotto.
  2. Spunta Virtuale e Scaricabile. Vedrai sparire la scheda Spedizione e comparire i campi per i file.
  3. Aggiungi i file nella scheda Generale. Ogni riga ha un nome, che è quello che il cliente vedrà nell'email, e un percorso. Usa nomi comprensibili: "Guida-completa.pdf" e non "final_v3_def.pdf".
  4. Imposta il limite di download. Lascia vuoto per illimitato. Un valore basso come 1 genera richieste di assistenza al primo cambio di dispositivo: se vuoi un limite, 3 o 5 è una scelta più gestibile.
  5. Imposta la scadenza in giorni. Vuoto significa nessuna scadenza. Attenzione: la scadenza si conta dalla data dell'ordine, non dal primo download.
  6. Definisci la classe di imposta. Per i prodotti digitali serve una classe dedicata, come vediamo più avanti, non quella standard usata per i prodotti fisici.
  7. Fai un ordine di prova con un metodo di pagamento in modalità test e scarica il file dal tuo account cliente, non da amministratore. È l'unico modo per vedere davvero cosa riceve chi compra.

L'ultimo punto è quello che salta più spesso e che genera i problemi più imbarazzanti: file corrotti, link che puntano a un vecchio caricamento, email che arrivano senza allegato perché il percorso era relativo.

Dove tenere i file e come proteggerli

Questo è il punto tecnico che distingue uno shop digitale fatto bene da uno che regala il proprio catalogo.

Quando carichi un file dalla libreria media di WordPress, WooCommerce lo sposta in una cartella dedicata dentro gli upload, chiamata woocommerce_uploads, e ci scrive dentro un file .htaccess che ne blocca l'accesso diretto. Il meccanismo funziona su server Apache. Su Nginx quel file viene semplicemente ignorato, quindi la protezione va scritta nella configurazione del server: senza quel passaggio, chiunque indovini o riceva l'URL scarica il file senza aver comprato nulla.

Il secondo elemento è il metodo di download, che si sceglie in Impostazioni, Prodotti, Prodotti scaricabili. Le opzioni sono tre e non sono equivalenti:

  • Forza download: il file passa attraverso PHP, l'URL reale non viene mai esposto. È la scelta più sicura, ma consuma memoria del server ed è problematica sui file di grandi dimensioni.
  • Reindirizzamento X-Accel-Redirect/X-Sendfile: il controllo dei permessi lo fa PHP, la consegna del file la fa il web server. È la combinazione migliore, a patto che il modulo sia attivo sull'hosting. Vale la pena chiederlo al provider.
  • Solo reindirizzamento: il browser viene mandato all'URL reale del file. Veloce, ma l'indirizzo è visibile nella cronologia e condivisibile. Da evitare per contenuti a pagamento.

Un'ultima raccomandazione: attiva l'opzione che limita l'accesso ai soli utenti registrati se vendi materiale di valore. Obbliga alla creazione di un account, il che aggiunge un attrito al checkout, ma lega il download a un'identità verificabile invece che a un semplice link.

IVA sui prodotti digitali: la parte che costa di più sbagliare

I prodotti digitali venduti a consumatori privati rientrano nei cosiddetti servizi prestati tramite mezzi elettronici, e seguono una regola diversa dai beni fisici: l'IVA è quella del paese del cliente. Un ebook venduto a un privato tedesco sconta l'aliquota tedesca, uno venduto a un privato spagnolo quella spagnola.

Esiste una soglia di semplificazione: finché il totale annuo delle vendite a distanza e dei servizi digitali verso gli altri paesi dell'Unione resta sotto i 10.000 euro, puoi continuare ad applicare l'IVA italiana su tutto. Superata la soglia, o se scegli volontariamente di aderire prima, ti registri al regime OSS e versi trimestralmente l'imposta dovuta agli altri paesi attraverso un'unica dichiarazione.

Sul lato configurazione servono tre cose. La prima è una classe di imposta dedicata ai prodotti digitali, con le aliquote paese per paese, distinta da quella dei prodotti fisici che segue regole diverse: il funzionamento delle classi è spiegato nella guida sulle aliquote IVA in WooCommerce. La seconda è impostare il calcolo dell'imposta sull'indirizzo di fatturazione del cliente, non su quello del negozio. La terza riguarda la prova della localizzazione: la normativa chiede due elementi non contraddittori, tipicamente il paese dichiarato in fatturazione e la geolocalizzazione dell'indirizzo IP, che vanno conservati insieme all'ordine.

Se emetti fattura, ricorda che i documenti verso privati esteri e quelli verso partite IVA europee seguono percorsi differenti, e che l'integrazione con il ciclo di fatturazione elettronica va verificata proprio su questi casi, non solo sugli ordini italiani.

Consegna, email e diritto di recesso

Il cliente riceve i link in due posti: nell'email di ordine completato e nella sezione Download della propria area riservata. Se l'email non arriva, il prodotto non esiste, quindi la deliverability qui pesa più che su uno shop fisico dove il pacco arriva comunque. Vale la pena configurare un invio autenticato dedicato, come descritto nella guida alle email transazionali, e provare la ricezione su almeno tre provider di posta diversi.

Sul piano legale c'è un punto che quasi tutti gli shop italiani gestiscono male. Il consumatore ha diritto di recesso entro quattordici giorni anche sui contenuti digitali, e lo perde soltanto se ricorrono due condizioni insieme: acconsente espressamente all'esecuzione immediata della fornitura e dichiara di sapere che così perde il diritto. Serve quindi una casella di consenso specifica al checkout, separata dall'accettazione delle condizioni generali, con un testo che dica entrambe le cose. Una spunta generica sui termini di vendita non basta.

Errori frequenti

  • Caricare i file via FTP in una cartella pubblica e incollare l'URL nel prodotto: il file resta accessibile a chiunque, per sempre.
  • Impostare limite di download a 1: ogni cambio di dispositivo o download interrotto diventa una richiesta di assistenza.
  • Dimenticare la scadenza attiva su prodotti venduti come "accesso a vita": il link smette di funzionare e il cliente ha ragione a lamentarsi.
  • Sostituire un file caricandone uno nuovo con lo stesso nome: chi ha comprato prima potrebbe trovarsi con un link non più valido. Aggiorna la riga del file nel prodotto, non solo il contenuto della cartella.
  • Usare Forza download su file da centinaia di megabyte: il download si interrompe quando PHP raggiunge il tempo massimo di esecuzione. Per i file pesanti conviene un servizio di storage esterno con link firmati a scadenza.
  • Testare solo da amministratore: l'utente amministratore ha permessi che il cliente non ha, quindi un test da backend non dimostra nulla.

In sintesi

La configurazione di un prodotto scaricabile richiede cinque minuti, ma il negozio digitale sta in piedi solo se sono corrette tre cose che non si vedono dalla scheda prodotto: i file devono essere fuori dalla portata di chi non ha pagato, l'IVA deve seguire il paese del cliente, e il consenso all'esecuzione immediata deve essere raccolto in modo esplicito al checkout.

Quando impostiamo uno shop di prodotti digitali partiamo sempre da queste tre, perché sono le uniche che, se sbagliate, non se ne accorge nessuno finché non arriva il primo problema serio: un file che circola gratis, un controllo fiscale o una richiesta di rimborso a cui non si può dire di no.

Domande frequenti

Dipende da cosa vendi. Virtuale toglie la spedizione, Scaricabile abilita la consegna di file: un ebook o un preset le vuole entrambe, una consulenza online vuole solo Virtuale, un corso in presenza con dispense scaricabili vuole solo Scaricabile perché la spedizione del materiale cartaceo resta. Se il prodotto non ha nulla di fisico, spuntale entrambe: l'ordine passerà automaticamente a completato dopo il pagamento.

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